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La Panzanella
1
chilo di pane toscano raffermo
5 pomodori da insalata
1 ciuffo di basilico
2 cipolle
1 manciata di capperi
160 gr di tonno al naturale (meglio se in unico trancio)
2 peperoncini verdi (non piccanti)
La preparazione della
panzanella comincia con il mettere il pane in ammollo per circa 20
venti minuti.
Dopo lo si strizza molto bene, e lo si sbriciola in una insalatiera
piuttosto capiente. Si sbucciano i pomodori e li si tagliano a
tocchetti: né sbriciolati né troppo grossi, da riempir tutta la
bocca…
Si tritano poi le cipolle, il basilico e i peperoncini, e si unisce
il tonno sfaldato (non sbriciolato!) con i capperi strizzati. Si
mescola il tutto con grande allegria, condendo con abbondante olio
extravergine di oliva, sale ed aceto.
Prima di servire, è bene che il piatto passi in frigorifero per
circa 1 ora, per consumarlo
fresco…
I più golosi, per rendere la panzanella ancor più piatto unico,
preparano una frittata fine con tre uova, e la pongono a mò di
cappello sopra l’insalatiera… potete immaginarvi l’effetto
all’occhio, ma soprattutto al palato…
Un ultimo suggerimento: la panzanella è un piatto che si conserva
benissimo in frigorifero, ma se avete intenzione di prepararlo e di
consumarlo in più volte, sarebbe meglio condirlo a parte, e
soprattutto unire i pomodori, che rischierebbero di diventare troppo
acidi, solo un’ora prima del successivo pasto. |
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Pici
con salsa di "nana"
Ingredienti per 4 persone:
500 g di farina - 1 pizzico di sale - 1 uovo intero
acqua q.b. - 1"nana" (anitra) già pronta per la cottura
(fiammeggiata, fatta a pezzi, lavata e ben scolata)
1 costa di sedano - 1 carota - 1 cipolla - 2 foglie di salvia
2 cucchiai di olio -
500 g di pomodoro
sale e pepe (o peperoncino) - vino bianco - acqua q.b.
Questa semplice pasta,
fatta di acqua e farina, di origine e tradizione senese, antenata
dello "spaghetto", era usatissima dalle famiglie contadine nei
giorni di festa e nelle occasioni particolari (la trebbiatura, per
esempio, una volta si faceva sull'aia e i macchinisti, così venivano
chiamati gli operai addetti all'imboccatura delle manne, covoni, e
addetti al trattore, avevano stomaci forti e mai satolli).
Le comari (vicine di casa) in quei giorni collaboravano attivamente.
La grande cucina delle fattorie padronali come dei poderi più
piccoli in cui risiedevano gli operai agricoli, era invasa di
tegamoni e i ragazzini, con un tozzo di pane secco in mano,
cercavano furtivamente di intingerlo nella salsa a bollore, mentre
la mamma girava gli occhi, pur sapendo bene cosa stavamo facendo.
Ma non voleva rimproverarci: quel giorno era festa anche per noi.
Intridere bene la farina (alla quale avremo aggiunto un pizzico di
sale) con l'uovo e l'acqua necessaria a fare un pane omogeneo bello
liscio, lasciar riposare, quindi formare una grande pizza, tagliarla
a
strisce
e con le mani formare degli gnocchi di forma allungata e grossolani.
A fine lavoro passarli in acqua salata e a bollore, toglierli dopo
cinque minuti di bollitura, condirli con abbondante salsa e pecorino
grattato. Per la salsa. Preparare un battuto con le interiora del
pennuto e gli ingredienti dell'orto sopra descritti, passarli al
tegame con olio e lasciar soffriggere fino ad ottenere il biondo
desiderato, unire la carne e appena rosolata bagnare con vino;
lasciar evaporare, aggiungere il pomodoro e l'acqua occorrente per
la cottura, aggiustare di sale e pepe o peperoncino e lasciar
cuocere per almeno due ore.
Servire saltando la pasta (pici) con la salsa e con la carne a
parte. |
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Pici piccanti con
moscardini e olive
Ingredienti
per 6 persone:
moscardini g 800
Pici freschi gr. 600
1/2 peperoncino fresco piccante
olive sott'olio
aglio, prezzemolo,
olio extravergine d'oliva, sale
Questo è un piatto che
unisce il profumo del mare a quello della collina, con le olive
della collina conservate nei barattoli con la scorsa del limone e
dell’arancio e l’olio extravergine di oliva: ottimo per l’estate, di
facile digeribilità e di pronta preparazione.
Si dispone la farina a fontana al centro di una spianatoia,
possibilmente di legno, e versiamo nel centro mezzo litro d’acqua,
un bicchiere d’olio e l’uovo. Si sala e la si impasta bene, rendendo
il composto molto omogeneo, dandogli la forma di una grossa palla e
lasciandolo riposare per circa 30 minuti, coperto con un panno
pulito. Si stende quindi la pasta con un matterello in una
sfoglia non molto sottile. Si strofina con un po’ d’olio il piano di
legno e la sfoglia, ed iniziamo ad appiccare, formando con le mani
tanti fili di pasta della grandezza all’incirca di uno spaghetto.
Via via che son pronti, infariniamo i pici perché non si attacchino
l’un l’altro. Si puliscono i moscardini rivoltandogli il sacco ed
eliminando le interiora. Si eliminano anche gli occhi e il becco
centrale e successivamente si sciacquano ripetutamente e si
spellano. Quindi si
prendono
i sacchetti e i tentacoli e si fanno a fettine.
Peliamo uno spicchio di aglio, si apre il peperoncino e si riduce il
tutto a dadini piccoli. Si soffriggono per 1' in abbondante olio,
quindi uniamo 3 cucchiai di olive sott'olio e, subito dopo, i
moscardini. Si copre e si lascia cuocere a fuoco lento per 40-50'
circa (per dimezzare i tempi di cottura si potrebbe preparare i
moscardini con la pentola a pressione).
Una decina di minuti prima del termine di cottura si lessano i pici
in abbondante acqua salata, si scolano al dente e si uniscono al
condimento, mescolandoli qualche istante sul fuoco. Si aggiunge una
spolverata di prezzemolo tritato, un filo di olio e portate di corsa
sulla tavola. |
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Stracotto
Ingredienti per 6 persone:
Un chilo di manzo
500 gr. di salsa di pomodoro
2 spicchi d’aglio
3 cipolle
2 costole di sedano
un ciuffo di rosmarino
1 bicchiere di vino rosso
olio extra vergine d’oliva colli di Maremma
sale e pepe
pane toscano sciocco
Innanzitutto
si esegue la paziente opera di impillottamento della carne: la carne
viene insaporita mediante lo strofinamento della farcia di aglio,
rosmarino, sale e pepe.
Si lega bene con dello spago da cucina, si risala un pochino,
aggiungendo un’altra spolverata di pepe, e la sistemiamo in una
pentola, meglio se di coccio, dove rosolerà lentamente nell’olio per
circa quindici minuti.
Nel frattempo si fa un battuto con le carote, il sedano, le cipolle
e lo soffriggiamo leggermente, bagnandolo anche con un po’ di vino
rosso, ed aggiungiamo il pomodoro. Facciamo insaporire per un’altra
quindicina di minuti, poi si unisce le verdure alla carne e portiamo
a cottura in maniera molto lenta, per circa 3-4 ore.
Se notiamo che la carne si asciuga troppo, aggiungiamo un po’ di
brodo di carne, ch e
all’occorrenza è bene tenere a portata di mano.
Ultimata la cottura, si toglie il pezzo di carne dalla pentola, lo
si fa raffreddare, lo si slega e lo si taglia in fette sottili da
disporre sul piatto di portata. Poi con il sugo ancora caldo, che
noi si chiama “intingolo”, all’occorrenza, potremmo condire anche
una veloce pasta, altrimenti verrà posto in un contenitore per
poterlo passare tra gli ospiti, che lo verseranno sulla carne nel
loro piatto, a loro piacimento, e finita la carne, faranno una
gustosa “scarpetta” con il pane, ovvero pulendo a specchio il piatto
con il nostro pane toscano! |
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Petto di pernice
grigia con i fichi secchi, pera ripiena e salsa al Monteregio
Ingredienti per 4 persone:
4 petti di pernice disossati
4 fichi secchi
1 pera kaiser
1/2 litro di vino rosso Monteregio di Massa Marittima
200 g di patate
un po’ di erbette aromatiche miste
un po’ di spezie in polvere miste
cannella
buccia di limone
chiodi di garofano
pepe nero in grani
Iniziamo la
preparazione di questo piatto di cacciagione col tortino di pere. Si
fanno cuocere le pere sbucciate nel vino rosso con il mazzetto di
cannella, la buccia di limone, i chiodi di garofano ed il pepe nero
in grani, per circa 15 minuti; le lasciamo raffreddare nel vino in
un contenitore di acciaio. Tagliamo poi le pere a metà e con uno
scavino togliamo i semi; le tagliamo a fettine sottili nel senso
della lunghezza e ci foderiamo lo stampino da crème caramel. A parte
faremo bollire le patate, le passeremo al passaverdure e le
legheremo con il burro le erbe aromatiche fresche tritate, sale,
pepe e brodo vegetale liofilizzato. Si riempiono gli stampini e si
chiudono con i bordi delle pere; li copriamo e li conserviamo in un
luogo caldo.
Per preparare i fichi secchi, occorre tenerli leggermente premuti in
modo da ridare la forma originale. Li facciamo bollire nel vino
rosso delle pere, li scoliamo e li teniamo anch’essi al caldo.
Passiamo alla preparazione della Pernice, rosolandola poco burro ed
insaporendola con le spezie: la lasceremo riposare in luogo caldo
per 10-15 minuti. Il fondo di cottura sgrassato va bagnato col
Monteregio e fatto ridurre, ci uniamo anche un pochino di burro e lo
passiamo.
Disponiamo al centro del piatto lo sformatino di pere con sotto il
fico tagliato a metà, mentre ai lati disporremo la pernice
scaloppata con sopra la sua salsa. A piacere, e per abbellire il
piatto, potremo mettere delle carote tagliate a julienne e fritte
velocemente. |
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